Cercavo un lettore
Ma eccoci qui, io che esisto perché tu mi stai leggendo, e tu che per un momento, solo un momento, hai smesso di essere soltanto te.
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Ma eccoci qui, io che esisto perché tu mi stai leggendo, e tu che per un momento, solo un momento, hai smesso di essere soltanto te.
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E come potrò raccontareche su questa stradaripercorro i nostri chilometriquando il sole moriva dietro il montee la notte ci aspettava sulla spiaggia? E come potrò raccontareche in fondo alla salati mescolavi fra libri e sediei nostri occhi parlavano e le parolescorrevano sopra noi come d’incanto? E come potrò raccontareche la valigia bluconserva tutti i nostri
No, il tuo ruolo non era terminato.Non potevi uscire di scena così,lasciando le luci accesee il sipario ancora aperto. C’erano frasi rimaste a metàsul tavolo della cucina,finestre da chiudere insieme,silenzi che avevano imparato a somigliarci. Dovevi ancora restare a darmi la mano.Per attraversare il tempo accanto a me,come fanno certi amoriche non hanno bisogno di
Tu li ordinavi, nominavi, li mettevi in relazione.
Io gli davo spazio fisico su qualche ripiano.
– Per una volta mi piacerebbe darci il cambio. Mi piacerebbe essere attesa, desiderata, amata, anziché temuta – disse lei.
Nel buio della notte, mentre stavo per addormentarmi, ho sentito la tua mano appoggiarsi sulla mia. Proprio come quando dormivamo insieme.Non dormivo. Ero sveglia, cosciente, e sapevo che se avessi aperto gli occhi avrei trovato solo la mia mano vuota. Eppure ne percepivo il peso. Il tocco. Il calore.La mia voce non ha osato violentare
Non si ferma il vuoto Leggi tutto »