Avevamo la capacità di sognare. Avevamo il coraggio di provarci. Avevamo la forza di stringere i pugni quando le lacrime bruciavano gli occhi. E non si stava meglio. No, si stava peggio.
E forse è proprio per questo che ci restavano i sogni: nessuno ce li aveva realizzati prima ancora di svegliarci al mattino. E continuavamo a sognare anche mentre camminavamo.
Eravamo soli ed è per questo che sentivamo il bisogno di unirci, di cercarci. Insieme la paura sembrava un po’ meno invincibile. Anche se non eravamo grandi. Non pretendevamo di esserlo. Cercavamo solo di essere un po’ meno peggio. Un attimo ci durava l’eternità perché tutta la vita era un alito di vento.
E oggi? Oggi ci contiamo e siamo pochi. E continuiamo a crederci che il sogno non si spegne quando la luce s’accende.



