Torno da due ore di passeggiata per le strade del mio quartiere. Eh sì, dopo più di 61 anni è davvero il “mio quartiere”.
La commedia degli acquisti di Natale si ripete anche quest’anno.
Fra un passo e l’altro mi domandavo: cosa posso regalarti oggi? T’impacchetto un bacio, un ricordo, una lacrima?
Ora che i lampioni si illuminano chiudo i battenti delle finestre.
Quando vi raccontano che oltre il confine c’è una luce immensa, non credeteci. Lo attraverso ad ogni calar del giorno. È nel buio la tua ombra, nel silenzio la tua voce. L’anima si nasconde alla luce. Nello spazio fra il dopo e il prima non c’è posto che per noi due. Per loro sei nel ricordo. Io e te viaggiamo in questo spazio che non ha spazio, in questo tempo senza tempo.
Le scritture raccontano che devo lasciarti andare ma ti ho promesso che non lo farò mai, mi hai promesso che non lo farai mai.

Come potrò
E come potrò raccontareche su questa stradaripercorro i nostri chilometriquando il sole moriva dietro il montee la notte ci aspettava sulla spiaggia? E come potrò raccontareche in fondo alla salati mescolavi fra libri e sediei nostri occhi parlavano e le parolescorrevano sopra noi come d’incanto? E come potrò raccontareche la


