Mi relaziono spesso con organizzatori di eventi che sottovalutano – quando non ignorano del tutto – l’importanza della locandina. Tuttalpiù pensano alla cover per l’evento su Facebook o ad un’immagine da far girare su Instagram. A cosa serve una locandina quando oggi ci sono i social per promuovere? Se il locale dove si svolge l’incontro la richiede, si ricorre al fai da te. Investire denaro – o perlomeno tempo ed energie – viene considerata una sofisticheria che non fa la differenza.
Nulla di più sbagliato!
Un evento può essere ben organizzato, avere contenuti interessanti, ma senza un’adeguata comunicazione grafica e d’immagine potrebbe risultare poco efficace. E d’altronde un pennello non ha mai fatto di chicchessia un pittore e un pianoforte ad arredo di una sala non ha mai generato un musicista.
Nell’organizzazione di un evento, di qualsiasi genere o entità sia, la locandina è uno degli strumenti fondamentali: è il primario oggetto di comunicazione che lo identifica, è l’icona che sarà memorizzata prima, durante e dopo il suo svolgimento.
Il suo aspetto grafico è molto importante, l’elemento che arriva subito all’utente, ne cattura la curiosità al primo sguardo. Lo strumento che parlerà al pubblico e lo inviterà a partecipare all’evento al posto nostro. Definire lo stile grafico e comunicativo è la chiave per arrivare alle persone.
La locandina dovrà raccontare graficamente l’identità dell’organizzatore (brand identity), il tipo di evento, il locale ove si svolge. Una locandina efficace è ideata da chi conosce il pubblico a cui è indirizzato l’evento (target), conosce il suo umore, emozioni e soprattutto conosce in anticipo le reazioni che questo pubblico avrà quando vedrà la locandina.
La selezione del layout è fondamentale, definire il giusto spazio per tutte le informazioni in modo che tutto sia chiaro e soprattutto facilmente leggibile. Verrà scelto un formato idoneo al suo utilizzo (generalmente A3 o A4 o A2).
Tutti gli elementi devono essere disposti all’interno dello spazio con equilibrio in modo da avere la giusta importanza. Immagini, parole e spazi vuoti devono interagire tra loro affinché il messaggio che si vuol trasmettere possa catturare l’attenzione dell’osservatore a colpo d’occhio. Fondamentale la scelta di colori, font e slogan per catturare lo sguardo del passante al primo impatto; meglio optare per uno stile minimal. Ovviamente anch’essi dovranno essere coordinati alla storia comunicativa del progetto.
Less is more: basta guardarsi intorno per notare come molte locandine siano piene di informazioni completamente inutili che creano unicamente confusione. Una locandina non è un pieghevole, non è una brochure: prodotti di comunicazione, questi, destinati ad un uso differente. Deve contenere le uniche informazioni utili al suo stesso scopo.
La storia della locandina è lunga più di due secoli e riflette l’evoluzione della tecnologia e cultura.
Dalla fine degli anni ’40 fino a metà degli ’80, le locandine hanno modificato per sempre la cultura pop influenzando artisti e designer di tutto il mondo. Gli italiani sono stati maestri del genere. Con l’avvento dei personal computer è subentrato un periodo nel quale è scemata l’attenzione verso questo mezzo di comunicazione; anni in cui è subentrata nella composizione grafica una crescente confusione fra originalità ed un miscuglio di effetti speciali. Oggi riscopriamo l’importanza e potenza visiva di un corretto equilibrio ed attenzione ai dettagli in grado di donare quel tocco di eleganza che diviene valore aggiunto.



